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Meridiane e Orologi Storici in Terra di Lavoro: Stato degli studi e inediti

Scritto da Gaetano Visconte on . Postato in Storia

“Sotto l’Orologio ……. i rintocchi di una Storia”

 

Le Meridiane, prima, e gli Orologi Storici, poi, si sono sempre contesi il primato della misura del tempo. Alcuni di essi sono stati rintracciati e studiati per le loro caratteristiche tecniche (leve, ingranaggi, molle e ruotismi), mentre altri ancora sono diventati Simboli di una Comunità… come nel nostro caso.

Secondo le notizie storiche disponibili un orologio era già presente nel Casale di Sancto Prisco almeno dal 1744.

Esso era posizionato sul primo campanile, “fratello maggiore” di quello odierno, precedentemente addossato alla fabbrica della Chiesa Parrocchiale (antecedente a quella oggi esistente). La storia registra infatti che in tale anno furono eseguiti diversi “accomodi” sia al campanile che all’orologio; inoltre nel 1754 la locale Università pagava al “… Mastro orologgiaro” 4 carlini annui per la manutenzione ordinaria.

La “Torre dell’Orologio”, Sede dell’Associazione Storia Locale di San Prisco, sorta nel luogo detto “lo Trivice”, invece si può far risalire all’anno 1776 e seguenti, quando l’Università acquistò da Don Filippo Mazzocchi, Giudice della Gran Corte della Vicaria [ndr: Castel Capuano a Napoli], una bottega coperta a tetti e costituita da un piccolo “ristretto” e da un camerino.

L’acquisto fu affrontato per situarvi l’Orologio per “… il commodo del Popolo del sud.o Casale …” investendo la somma di 50 ducati oltre a “ … 5 carlini annui, che vi era di peso per un anniversario perpetuo lasciato dal fu reverendo don Andrea di Monaco …”.

Si decise dunque di demolire il camerino preesistente e di realizzare due camere, una inferiore ed una superiore collegate da una scala di fabbrica. Convocati i mastri muratori, gli Eletti dell’Università si impegnarono a far formare “ … un disegno acciò che d.a opera si fosse fatta nella miglior maniera … la camera inferiore a volta di lamia viva e camera superiore coperta a travi, chiancarelle, ed astraco, comodo di fabbrica per situarvi l’orologio, porte e balcone di legno …”. Con molta probabilità anche la Torre può essere attribuita all’ing. Pietro Lionti all’epoca operante nel Casale.

L’orologio e il quadrante invece sono “più moderni” e sono opera dei Fratelli Buonpane di Casapulla [dichiaratisi nella scritta subito sotto l’asse delle lancette].

Dalle fonti d’archivio, infatti si legge che il 22 Agosto 1858 il Sindaco scriveva all’Intendente di Terra di Lavoro per porre alla sua attenzione l’annosa problematica del guasto dell’orologio comunale fermo già da tempo [sicuramente dal 21 Settembre 1853]. Ciò creava non pochi disagi agli affari della popolazione che si era lamentata più volte poiché il malfunzionamento determinava notevoli disorientamenti. Per questo motivo il Decurionato aveva individuato un orologio nuovo di proprietà del Maestro Mattia Buonpane di Casapulla del valore di 125 ducati e pregava, allegando la necessaria documentazione, l’Intendente di rendere disponibile al più presto la somma.

L’attuale orologio conserva il quadrante, le lancette e le campane dell’epoca, ma non più il meccanismo originale.

Al di là di queste defezioni, e sebbene oggi non sia più necessario che un orologio pubblico scandisca i tempi della vita quotidiana, rimane sempre la suggestione “antica” di “sentire” i rintocchi, anche solo per trasformarsi almeno per un attimo, in uno dei nostri avi che ripeteva lo stesso gesto secoli fa fermandosi ad ascoltare.

 

Gaetano Visconte

Testi di riferimento:

Archivio “Associazione Storia Locale di San Prisco”

-    Doc. 0018.Prot.nr.14 e Doc. 0019.Prot. nr.14: Istanza per l’orologio comunale all’Intendente si Terra di Lavoro - 22 Agosto 1858;

-    Doc.242.Prot.nr.233: San Prisco nella seconda metà del '700 (Appalti, Lavori ed Attività dell'università [Luigi RUSSO];

-  Doc.250.Prot.nr.242: Meridiane e orologi storici in Terra di Lavoro: Stato degli studi ed inediti [Archivio di Stato di Caserta Anno XI n.1]

 

 

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Sanctuarium Capuanum

Scritto da Gaetano Visconte on . Postato in Storia

Il Sanctuarium Capuanum, scritto da Michele Monaco e stampato in Napoli nel 1630, insieme al successivo Recoquitio Sanctuarii Capuanum del 1637, rappresenta una eruditissima raccolta delle vite dei Santi della Chiesa Capuana, e dunque anche del suo Protovescovo San Prisco e di Santa Matrona Vergine. E’ un documento di inestimabile valore storico che ripercorre le fasi evolutive dell’antichissimo sito cultuale e della Chiesa Parrocchiale, riportando al contempo le immagini dei perduti mosaici del V Secolo che ornavano l’abside e la cupola della Tribuna Vetus, oltre che della parete di fondo del Sacello di Santa Matrona. 

 

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Proprietari e famiglie di San Prisco agli inizi del XIX secolo

Scritto da Luigi Russo on . Postato in Storia

 

 

Pubblicato un e-book sulla storia di San Prisco all'inizio del XIX secolo, utilizzando diverse fonti degli Archivi di Stato di Caserta e Napoli, dell’Archivio Comunale di Capua (conservato nella Biblioteca del Museo Campano di Capua e alcune relazioni sulle Visite pastorali dell'Archivio Storico Arcivescovile di Capua.

Il lavoro è una rielaborazione dell’opera San Prisco agli inizi del XIX secolo, stampato nel 2000, aggiornato e arricchito grazie alle ricerche storiche condotte in questi ultimi anni sulla storia di San Prisco.

Nel primo capitolo sono illustrate le numerose riforme politiche, economiche e sociali attuate nel "Decennio francese".

Nel secondo è descritta l'agricoltura nella provincia di Terra di Lavoro all'inizio dell'Ottocento, dandone una visione d'insieme che tiene conto degli apporti dati dai maggiori studiosi in materia. Inoltre, nonostante i limiti posti dalla scarsità delle fonti, in particolare il mancato ritrovamento della relazione del circondario di Santa Maria di Capua della Statistica Murattiana del 1811, si è tentato di esporre per grandi linee l'agricoltura e le altre attività in San Prisco e in particolare l'attività della coltivazione del lino.

Nel terzo capitolo si riporta la storia di San Prisco a partire da un documento del 1020 fino alla fine del XVIII secolo che tiene conto dei diversi contributi dati a quest’argomento negli ultimi anni.

Il quarto capitolo concerne un approfondito studio sul catasto provvisorio, che mostra: come erano divise le proprietà, il rapporto fra proprietari residenti e proprietari non residenti, le famiglie più diffuse, il peso della proprietà degli Enti e delle Istituzioni ecclesiastiche dopo le leggi eversive della feudalità, e, infine, individua i primi venti maggiori contribuenti del Comune con le rispettive proprietà. In alcuni casi si è ricostruito il patrimonio di tali grossi proprietari attraverso un confronto con gli altri Catasti Provvisori di molti altri Comuni della provincia di Terra di Lavoro, in particolare del distretto di Capua.

Nel quinto e ultimo capitolo sono trattale le problematiche relative all'istruzione pubblica, alle attività e agli affari comunali utilizzando il fondo degli Affari Comunali e quello degli Stati Discussi dell'Intendenza Borbonica dall'Archivio di Stato di Caserta.

Quest’opera apporta un contributo notevole alla ricostruzione alla storia economico-sociale di San Prisco attraverso la pubblicazione e l’analisi di importanti fonti storiche precedentemente ignorate.

In copertina vi è una foto con la Torre civica di San Prisco, detta anche dell’orologio.

Sono disponibili i formati PDF ed EPUB

 

 

https://store.streetlib.com/it/luigi-russo/proprietari-e-famiglie-di-san-prisco-agli-inizi-del-xix-secolo/

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Antonio d'Ayala Valva e la Cassa Rurale Cattolica di San Prisco (1897)

Scritto da Luigi Russo on . Postato in Storia

Pubblicato un nuovo articolo di Luigi Russo sulla Rivista di Terra di Lavoro  l’articolo Antonio d’Ayala Valva e la Cassa Rurale Cattolica di San Prisco (1897), già presentato in maniera più sintetica in un precedente contributo, pubblicato prima su questo sito e successivamente sul periodico «Le Muse» (col titolo: San Prisco 1897: Prima Cassa rurale cattolica di Terra di Lavoro) nel 2010, costituisce un approfondimento dell’argomento, delle fonti bibliografiche e successivamente anche delle fonti archivistiche conservate nell’Archivio di Stato di Caserta. Esso vuole evidenziare il ruolo propulsivo a livello provinciale e campano che svolse la Cassa Rurale cattolica del Comune di San Prisco.

 

In particolare è stato fatto un particolare studio storico-genealogico sul personaggio Antonio d’Ayala Valva, uno dei maggiori protagonisti di questa vicenda, e sulla sua famiglia.

 

Antonio nacque in Napoli da Matteo e Lucia Grifeo il 5 ottobre 1857 e sposò in Napoli nell’aprile del 1899 donna Maria Immacolata Bonanno dei Principi di Linguaglossa, figlia di Placido Bonanno principe di Liguaglossa e di donna Francesca Cattaneo dei principi di Sannicandro.

 

Il padre Matteo aveva varie proprietà in San Prisco, fra cui anche una masseria e vari terreni.

Antonio al momento del matrimonio era domiciliato abitualmente in San Prisco, infatti nella documentazione presentata per il matrimonio troviamo anche un certificato della diocesi di Capua che attesta il suo stato libero.

 

Dal 1904 Antonio visse con la famiglia a San Prisco in via Costantinopoli n. 1 e fu elevato a sindaco di San Prisco, mantenendo tale carica fino al 1910.

 

 

http://rterradilavoro.altervista.org/articoli/19-07.pdf

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San Prisco nel XVII secolo

Scritto da Luigi Russo on . Postato in Storia


 

Pubblicato nel mese di maggio 2020 l’e-book Sindaci, amministratori e vicende di San Prisco (1816-1860), che raccoglie diversi contributi alla storia di San Prisco che il sottoscritto ha scritto negli ultimi anni.

Questo lavoro costituisce un contributo importante alla conoscenza della storia di San Prisco e della provincia di Terra di Lavoro in generale. Esso segue i volumi San Prisco nel Settecento e San Prisco agli inizi del XIX secolo, quest’ultimo incentrato sul periodo molto più breve, ma significativo, del “Decennio francese”.

L’indagine storica è svolta in un lungo periodo nel quale è esaminata una mole enorme di documenti archivistici e sono ricostruite le vicende del periodo, sono descritti i personaggi locali attori dell’attività politico-amministrativa, le loro famiglie e le loro vite.

In esso è possibile scorgere, attraverso le vicende locali, il lento avvicinamento verso l’unità d’Italia, attraverso la Carboneria, il periodo rivoluzionario del 1820-21, le varie restaurazioni, il periodo rivoluzionario del 1848 fino alle vicende che portarono all’unità italiana.

Il primo capitolo concerne gli avvenimenti politici e amministrativi degli anni della seconda restaurazione borbonica, sui quali pesarono in modo determinante i costi dell’occupazione militare austriaca. Furono realizzati diversi accomodi alle strade comunali e nel 1818 si costruì un ponte all’imbocco della via Cupa.

Si alternarono alla carica di sindaco il farmacista Francesco de Angelis e l’avvocato Francesco di Ruggiero.

Il secondo capitolo riguarda il periodo costituzionale, che seguì i moti degli anni 1820-21. In questi anni ebbe massima diffusione la Carboneria. Anche in San Prisco furono installate due vendite denominate «Perfetta armonia» e «Torre fiorita».

Il Comune fu interessato ancora da un cospicuo alloggiamento dei soldati austriaci che pesò molto sulle casse comunali e creò diversi problemi.

Nel corso del 1822 furono realizzati lavori urgenti alla chiesa parrocchiale e alla casa comunale.

Sindaci di questi anni furono l’avvocato Francesco di Ruggiero e Alessandro de Paulis.

Nel terzo capitolo sono riportati gli avvenimenti politici e amministrativi successivi alla reazione ai moti del 1820-21.

In questi anni si realizzarono consistenti lavori alle strade comunali e si costruì un ponte di accesso al Comune dalla strada consolare [odierna via Nazionale Appia].

In questo periodo si alternarono come sindaci: Alessandro de Paulis, Cesare Boccardi e Domenico Cipriano.

Il quarto capitolo concerne la ripresa delle riforme negli anni 1831-47. In San Prisco di realizzò l’apertura di una nuova strada da Via Madonna delle Grazie fino al ponte che imboccava la Strada Consolare. Nel 1838 si costruì un macello fuori all’abitato e si smembrò la Chiesa parrocchiale per favorire la creazione di due nuove parrocchie: S. Maria di Costantinopoli e S. Maria di Loreto.

Negli anni 1839-40 si costruì il nuovo camposanto su progetti degli ingegneri Tarsia e Landi e furono realizzati i lavori di trasformazione della strada delle cupe da San Leucio a San Prisco. In questo periodo si alternarono come sindaci: Domenico Cipriano, Francesco Baja (morto in servizio nel 1837), Antonio Sanzò, Saverio Boccardi, Antonio Sanzò e Cesare Boccardi.

Il quinto capitolo tratta gli avvenimenti politici e amministrativi negli anni 1848-49, caratterizzati dalla rivoluzione e dagli scontri che coinvolsero anche il popolo. Negli episodi rivoluzionari fu coinvolto anche Saverio Boccardi, già decurione e sindaco, divenuto capitano della Guardia Nazionale; questi fu accusato di essersi impossessato delle chiavi del telegrafo per non consentire di effettuare la segnalazione al real governo napoletano. In seguito per evitare l’arresto preferì emigrare a Londra e poi a Marsiglia.

Nel corso del 1848 furono eseguiti interventi urgenti al tetto della Chiesa di S. Maria di Costantinopoli e fu elaborato un progetto dell’ingegnere Vincenzo Santillo per rifare la strada «basolata» della Piazza che prevedeva l’utilizzo di «basoli» calcarei.

Nel corso del 1849 scoppiarono gravissimi scontri di massa fra cittadini di diversi comuni vicini, che coinvolsero anche San Prisco. Per fermarli fu utilizzata la linea dura degli arresti per coloro riconosciuti colpevoli. Il sindaco del periodo fu Cesare Boccardi.

Nel sesto capitolo sono riportati gli avvenimenti che precedettero il raggiungimento dell’Unità italiana. Nel 1851 furono eseguiti i lavori per unire la vinella dei Massari con quella del Campanile. Negli anni 1852-53 ripresero le ostilità degli scontri con lanci di pietre fra diversi Comuni. In questi anni si fecero diversi lavori di accomodi alla Chiesa madre e a quella di Costantinopoli.

Il Comune fu coinvolto negli scontri decisivi che portarono al raggiungimento dell’unità politica e dovette addossarsi il peso dell’alloggio di molti soldati.

Si alternarono come sindaci: Francesco Rubino, Daniele Capobianco, Francesco Saverio Cipriano, Pasquale di Monaco e Cesare Boccardi.

Esprimo ringraziamenti sentiti a tutto il personale dell’Archivio di Stato di Caserta, ai direttori che si sono succeduti finora fino a quello attuale per la disponibilità e la cortesia dimostratami nel corso delle mie lunghe ricerche.

Quest’opera è risultata fra le finaliste del “Premio Giuseppe Aragosa” indetto dall’Associazione Giuseppe Aragosa Ars Historiae.

 

In copertina vi è una foto dello stemma comunale di San Prisco (Biblioteca Museo Campano di Capua)

E’ disponibile il solo formato PDF.

https://store.streetlib.com/it/luigi-russo/

 

 

Pubblicato un nuovo saggio di Luigi Russo sulla Rivista di Terra di Lavoro nel quale, oltre a diverse notizie già pubblicate in precedenza, sono riportate diverse nuove notizie con aggiunte e nuovi contributi. In esso sono affrontati molti argomenti sulla base di fonti archivistiche trovate dagli Archivi di Stato di Napoli e Caserta, la maggior parte inedite. Si evidenziano fra esse le vicende relative ai vari restauri della chiesa parrocchiale dal 1587 fino al primo decennio del XVII secolo, le vicende inerenti la costruzione delle cappelle di S. Maria di Loreto e di quella in località alla Cappella (successivamente denominata S. Maria di Costantinopoli), l’istituzione di varie gabelle e le motivazioni che portarono alla loro introduzione nell’Università di San Prisco.

 http://rterradilavoro.altervista.org/articoli/19-01.pdf

 

 

 

 

Pubblicato un e-book sulla storia di San Prisco all'inizio del XIX secolo, utilizzando diverse fonti degli Archivi di Stato di Caserta e Napoli, dell’Archivio Comunale di Capua (conservato nella Biblioteca del Museo Campano di Capua e alcune relazioni sulle Visite pastorali dell'Archivio Storico Arcivescovile di Capua.

Il lavoro è una rielaborazione dell’opera San Prisco agli inizi del XIX secolo, stampato nel 2000, aggiornato e arricchito grazie alle ricerche storiche condotte in questi ultimi anni sulla storia di San Prisco.

Nel primo capitolo sono illustrate le numerose riforme politiche, economiche e sociali attuate nel "Decennio francese".

Nel secondo è descritta l'agricoltura nella provincia di Terra di Lavoro all'inizio dell'Ottocento, dandone una visione d'insieme che tiene conto degli apporti dati dai maggiori studiosi in materia. Inoltre, nonostante i limiti posti dalla scarsità delle fonti, in particolare il mancato ritrovamento della relazione del circondario di Santa Maria di Capua della Statistica Murattiana del 1811, si è tentato di esporre per grandi linee l'agricoltura e le altre attività in San Prisco e in particolare l'attività della coltivazione del lino.

Nel terzo capitolo si riporta la storia di San Prisco a partire da un documento del 1020 fino alla fine del XVIII secolo che tiene conto dei diversi contributi dati a quest’argomento negli ultimi anni.

Il quarto capitolo concerne un approfondito studio sul catasto provvisorio, che mostra: come erano divise le proprietà, il rapporto fra proprietari residenti e proprietari non residenti, le famiglie più diffuse, il peso della proprietà degli Enti e delle Istituzioni ecclesiastiche dopo le leggi eversive della feudalità, e, infine, individua i primi venti maggiori contribuenti del Comune con le rispettive proprietà. In alcuni casi si è ricostruito il patrimonio di tali grossi proprietari attraverso un confronto con gli altri Catasti Provvisori di molti altri Comuni della provincia di Terra di Lavoro, in particolare del distretto di Capua.

Nel quinto e ultimo capitolo sono trattale le problematiche relative all'istruzione pubblica, alle attività e agli affari comunali utilizzando il fondo degli Affari Comunali e quello degli Stati Discussi dell'Intendenza Borbonica dall'Archivio di Stato di Caserta.

Quest’opera apporta un contributo notevole alla ricostruzione alla storia economico-sociale di San Prisco attraverso la pubblicazione e l’analisi di importanti fonti storiche precedentemente ignorate.

In copertina vi è una foto con la Torre civica di San Prisco, detta anche dell’orologio.

Sono disponibili i formati PDF ed EPUB

 

 

https://store.streetlib.com/it/luigi-russo/proprietari-e-famiglie-di-san-prisco-agli-inizi-del-xix-secolo/

 

 

 

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