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Cesare Boccardi, sindaco (1796-1865)

Scritto da Luigi Russo. Postato in Personaggi storici

Uno dei maggiori politici di San Prisco fu Cesare Boccardi, che fu per tre volte sindaco e uno dei maggiori proprietari, appartenente ad una famiglia di provenienza capuana, ma da più di due secoli trapiantata in San Prisco.

Cesare nacque il 16 marzo 1796 da Giovan Battista, patrizio capuano, e da donna Maria Giuseppa Trirocco figlia del notaio don Pompeo e donna Marianna Palmiero, che si erano sposati il 21 gennaio 1791. Egli fu battezzato col nome Cesare Sebastiano Pompeo dal canonico don Alessio Pozzuoli, su licenza del vicario capitolare, in data 17 marzo in casa dello zio Didaco Trirocco, che fu anche il padrino1.

La famiglia Boccardi era il primo contribuente di San Prisco con una rendita imponibile di 1578,80 ducati ed aveva anche 144 ducati di rendita imponibile nel Comune di Santa Maria di Capua e 1712,07 ducati in Capua2.
In San Prisco i Boccardi possedevano: nella località Vignarella: 5 moggia di "oliveto incolto"; 4 moggia di "oliveto seminatorio" e altre 3 moggia di "oliveto incolto"; nel luogo chiamato Montano: 16 moggia di "oliveto seminatorio" e una casa di un vano terraneo; nella località Starzone: 46 moggia di "arbusto"; 36 moggia di "arbusto infimo"; una casa rustica e una casa d'abitazione di 6 vani, con un giardino; infine nell'abitato di San Prisco: una casa d'abitazione di più stanze con 4 botteghe e un piccolo giardino nella Strada della Piazza3; un'altra casa d'abitazione di 2 vani terranei con un giardino di 2 moggia in Via Cupa4 e infine un'altra casa di 3 membri sempre nella medesima via5. In Capua possedeva: in Terra di Gianfrotta: 310 moggia di "fenile"; 56 moggia di "erboso"; una casa rurale e un basso con una stanza; in Vicolo Boccardi: un "giardino murato", una casa d'abitazione di 6 bassi e 9 stanze stimata 60 ducati e un altro "giardino murato" adiacente all'abitazione6.
I Boccardi in Capua nella località Torre di Gianfrotta avevano un’attività di produzione di formaggi, provola e di mozzarella bufalina che vendevano poi in Aversa7.

Il padre Giovan Battista fu più volte decurione del Comune di San Prisco e fu candidato due volte alla carica di consigliere provinciale: la prima volta nel 1809 su proposta del Comune di Capua (pur essendo residente in San Prisco), ma non riuscì ad essere eletto; nel 1817 dal Comune di San Prisco e questa volta fu anche segnalato quale soggetto preferibile alla carica di consigliere provinciale, ma non riuscì nemmeno allora ad essere eletto8.

Cesare fu giudice supplente presso il Comune di San Prisco. Nel 1821 fu prima prescelto il padre Giovan Battista come sindaco, che rinunciò per motivi familiari alla carica: nella seconda terna fu segnalato il figlio Cesare, preferito dal Decurionato e dall’arcivescovo capuano Baldassarre Mormile. Il Boccardi espresse però la rinuncia alla carica non avendo l’età prescritta, per non essere
stato inserito nella lista degli eleggibili e per essere figlio di famiglia.
Fu poi sindaco del Comune di San Prisco dal settembre 1825 al mese di febbraio 1828. Nel 1833 fu nominato decurione del Comune e anche Capo Urbano. Egli tentò di rinunciare alla carica di decurione per favorire il fratello minore Saverio adducendo l’incompatibilità fra le due cariche, ma l’intendente marchese di Sant’Agapito respinse la sua richiesta di dimissione affermando che le due cariche erano compatibili9.

La madre Maria Giuseppa Trirocco morì in San Prisco nella loro casa “palaziata” di Strada Piazza, all’età di 60 anni, il 2 luglio 183210. Infine il 13 aprile 1835 morì il padre Giovan Battista nel palazzo Boccardi di Strada Piazza lasciando 6 figli11.

Dal febbraio 1847 fu di nuovo sindaco e mantenne la carica fino al mese di gennaio 185112.
Nell’agosto del 1860 fu nominato nuovamente sindaco e fu in carica fino al 186213.
Il Boccardi morì in San Prisco il 27 novembre 1865 assistito da familiari e altri parenti14.


Note


1 AS Ce, Intendenza di Terra di Lavoro, Personale Comunale, b. 346. Copia atto di battesimo di Cesare Boccardi del canonico curato Francesco Capezzuto della chiesa parrocchiale di S. Martino ad Judaicam.

2 L. RUSSO, San Prisco agli inizi del XIX secolo, Caserta 1999.

3 Corrisponde all’attuale Via Michele Monaco.

4 Oggi Via Verdi.

5 AS Ce, Catasto Provvisorio, Partitari del Comune di San Prisco; cfr. L. RUSSO, San Prisco agli inizi del XIX secolo, op. cit.

6 AS Ce, Catasto Provvisorio, Partitari del Comune di Capua, cfr. L. RUSSO, Capua agli inizi del XIX secolo, Studi sul Catasto Provvisorio, in «Storia del mondo», n. 51, 31 dicembre 2007.

7 AS Ce, Atti del notaio Pietro di Monaco, a. 1828.

8 L. RUSSO, San Prisco agli inizi del XIX secolo, op. cit., p. 59.

9 AS Ce, Intendenza di Terra di Lavoro, Personale Comunale, b. 346.

10 AS Ce, Stato Civile, Comune di San Prisco n. 9, Atti di morte a. 1832.

11 Ivi, Atti di morte, a. 1835.

12 AS Ce, Intendenza di Terra di Lavoro, Personale Comunale, b. 347.

13 Ivi, b. 348.

14 AS Ce, Stato Civile, San Prisco, Atto di morte del 27 novembre 1865. AS Na, Archivio privato di Serra di Gerace, Archivi parrocchiali e municipali, b. 5: si tratta della trascrizione di atti municipali del Comune di San Prisco.

Pubblicato in «Rassegna Storica dei Comuni», a. XXXVI (n. s.), n. 160-161 maggio-agosto 2010

 

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